Spegnere i termosifoni nelle stanze vuote fa davvero risparmiare energia

Ogni inverno lo stesso dubbio: chiudere il termosifone della camera degli ospiti o lasciarlo appena tiepido? La risposta non è un mantra che funziona per tutti. Qui provo a essere schietto e a mischiare dati pratici con osservazioni di vita vera. Non tutto quello che si legge è utile per la tua casa. In certi impianti spegnere un radiatore risparmia, in altri può spingere il sistema a lavorare peggio. Quello che voglio fare è farti capire quando conviene e quando no senza usare frasi fatte.

Il principio che molti tralasciano

Il riscaldamento domestico non è solo una fonte di calore come una lampada. È un sistema in cui acqua, perdite termiche, temperatura di mandata e controllo centrale interagiscono. Se riduci drasticamente la superficie che scambia calore con l’ambiente, il generatore (caldaia o pompa di calore) può cambiare il suo comportamento. Per i sistemi moderni questo non è banale: una caldaia a condensazione e una pompa di calore preferiscono lavorare a temperature basse e costanti. Ridurre la superficie di scambio forzando il generatore a innalzare la temperatura di mandata può ridurre l’efficienza.

Non ti do numeri universali

Perché? Perché ogni impianto è un piccolo universo: dimensione della casa, isolamento, posizione del cronotermostato, presenza di valvole termostatiche e anche comportamento dell’utente contano. Ho visto case dove spegnere i radiatori in due stanze ha tagliato la bolletta in modo chiaro. Ho visto impianti moderni dove lo stesso gesto ha fatto aumentare i cicli della caldaia e la bolletta invece di scendere. La regola pratica che uso è: capisci come il tuo impianto risponde prima di assumere verità assolute.

Che dicono gli esperti

“A simple error many make is heating the whole house not just the room you are in.” Jess Steele heating technology specialist BestHeating.

Il consiglio di Jess Steele è semplice e diretto. Se non hai esigenze particolari, riscaldare solo quello che usi sembra sensato. Ma attenzione alle eccezioni.

“Turning off your heating in unused rooms by turning the radiator’s thermostatic radiator valve to zero or off can save you energy but it could also cost you more money because ultimately they’re always directly related.” Ben Price founder Heatable.

Ben Price richiama un punto tecnico: con sistemi moderni può essere controproducente chiudere radiatori perché altera il flusso e la temperatura di mandata. Le due citazioni non sono in contraddizione totale. Piuttosto delineano due facce della stessa medaglia: risparmio possibile ma condizionato.

Quando spegnere conviene davvero

Se la stanza è isolata, ha porte che restano chiuse e non ospita tubazioni sensibili al gelo, allora abbassare o spegnere il radiatore può dare un risparmio. Funziona particolarmente bene in case con impianti semplici e caldaie più vecchie che non perdono efficienza se la portata dell’acqua cambia. Un altro caso favorevole è l’uso di termostatiche perfettamente funzionanti che cercano il punto di equilibrio senza far lavorare la caldaia in modo irregolare.

Sezioni di casa da non toccare

Non spegnere radiatori in stanze che contengono il termostato di casa. Questo è ovvio ma spesso dimenticato. Inoltre nelle case umide o con muri esterni esposti conviene mantenere una temperatura minima per evitare muffa e danni. Anche i tubi esposti in cantine o garage possono congelare se abbandonati al gelo.

Quando spegnere può farti perdere soldi

Se la tua caldaia è a condensazione o hai una pompa di calore, il sistema è progettato per essere più efficiente quando lavora a temperature di mandata basse e con grande superficie radiante. Chiudere radiatori riduce la superficie e spinge il generatore a innalzare la temperatura. Il risultato è che si perde la condizione di condensazione e quindi l’efficienza cala. Inoltre sistemi con circolazione a zone mal bilanciate reagiscono male a valvole chiuse: più accensioni, più spreco.

Un errore comune

Molti pensano che spegnere completamente un radiatore non influenzi il resto dell’impianto. In impianti con collettori condivisi o con pompe a modulazione la realtà è diversa. Piccoli cambiamenti alla portata e alla temperatura possono avere effetti a catena. Spesso è meglio limitare la temperatura con TRV o abbassare il cronotermostato generale piuttosto che chiudere rubinetti.

Soluzioni pratiche e meno ovvie

Prima di inventare soluzioni radicali prova a misurare. Usa un termometro in stanza e un semplice registro delle accensioni della caldaia per qualche giorno. Se la caldaia inizia ad accendersi con più frequenza dopo aver chiuso radiatori allora stai perdendo efficienza. Un secondo passo è bilanciare l’impianto. Spesso un tecnico che regola le valvole di bilanciamento risolve sproporzioni senza fare miracoli costosi.

Un trucco non banale

Abbassare la temperatura di mandata della caldaia quando possibile è più efficace che spegnere radiatori a casaccio. Questo richiede attenzione e talvolta intervento professionale ma è una leva potente per gli impianti moderni. Inoltre considera programmi orari naturali e non solo la logica on off: mantenere una temperatura di base più bassa e alzare solo per le ore di presenza può essere più efficiente che cicli estremi.

La mia opinione

Non amo i consigli assoluti. Se chiedi a me: usa le valvole termostatiche in modo intelligente. Non spegnere tutto per principio. Mantieni una base termica nelle stanze chiuse e sfrutta ottimizzazioni a livello di controllo e manutenzione. Maggiore consapevolezza dellimpianto batte sempre scorciatoie semplicistiche. In poche parole preferisco l’intelligenza della regolazione alla soddisfazione di un gesto netto e simbolico.

Rischi pratici da ricordare

Danni da umidita e muffe. Congelamento delle tubazioni nelle gelate. Funzionamento inefficiente su impianti moderni. Questi sono rischi reali che non si risolvono con slogan.

Tabella riepilogativa

Situazione Consiglio pratico
Casa con caldaia vecchia e stanze isolate Spegnere radiatori non usati mantenendo porte chiuse.
Impianto moderno a condensazione o pompa di calore Preferire riduzione temperatura di mandata e uso di TRV piuttosto che chiudere radiatori.
Casa umida o tubazioni esposte Mantenere temperatura minima per evitare muffe e tubi congelati.
Presenza di termostato in una stanza Non chiudere il radiatore nella stessa stanza del termostato.
Bilanciamento non verificato Far valutare il bilanciamento delle portate da un tecnico.

FAQ

1. Spegnere i radiatori in stanze inutilizzate fa sempre risparmiare?

No. Funziona in alcuni impianti tradizionali e in case ben isolate con porte chiuse. In sistemi moderni a condensazione o con pompe di calore può essere controproducente perché altera la temperatura di mandata e la modulazione dellapparecchio.

2. Quanto devo abbassare un radiatore se non lo uso spesso?

Non serve metterlo a zero. Impostare un valore basso sulle valvole termostatiche garantisce una temperatura di base che previene muffe e protegge i tubi. Lidea è ridurre il confort ma non lasciare la stanza fredda come un frigorifero.

3. Posso usare riscaldatori portatili al posto della caldaia per riscaldare solo la stanza dove sono?

Dipende dal costo dellenergia e dal tipo di riscaldatore. Spesso i riscaldatori elettrici consumano molto e non sono economici se usati a lungo. In alcuni casi particolari possono essere utili, ma non sono la soluzione universale.

4. Quando è il caso di chiamare un tecnico?

Se noti accensioni frequenti della caldaia, rumori strani, differenze di temperatura tra stanze o problemi di muffa, è il momento di far controllare l’impianto. Una regolazione professionale del bilanciamento può migliorare comfort ed efficienza.

5. Cosa conviene più spesso modificare per risparmiare energia?

Spesso la prima leva efficace è la regolazione della temperatura di mandata e del cronotermostato. Lavorare su isolamento e abitudini di utilizzo porta risultati più sostenibili rispetto a chiudere radiatori alla cieca.

Author

  • Antonio Minichiello is a professional Italian chef with decades of experience in Michelin-starred restaurants, luxury hotels, and international fine dining kitchens.

    Born in Avellino, he developed a passion for cooking at a young age, learning traditional Italian techniques from his family. He began formal culinary training at just 15 years old and went on to build his career through hands-on experience in some of the most respected kitchens worldwide.

    Professional Experience

    Throughout his career, Antonio has worked at prestigious establishments including:

    • Hotel Eden – Dorchester Collection

    • Four Seasons Hotel Prague

    • Verandah – Four Seasons Hotel

    • Marco Beach Ocean Resort

    These experiences shaped his disciplined approach to kitchen management, ingredient selection, timing, and consistency under high-level service standards.

    Recognition & Awards

    Antonio’s culinary work has received notable recognition, including:

    • Zagat’s #2 Best Italian Restaurant in Las Vegas

    • Wine Spectator – Best of Award of Excellence

    • OpenTable – Diners’ Choice Awards

    Culinary Philosophy

    Today, Antonio shares his expertise in authentic Italian cuisine with modern refinement. Through his personal website and professional collaborations — including contributions to Ristorante Pizzeria Dell'Ulivo — he provides:

    • Practical Italian recipes

    • Professional kitchen efficiency techniques

    • Ingredient selection and flavour balance insights

    His specialty lies in transforming traditional Italian foundations into refined, accessible dishes that deliver professional-level flavour without unnecessary complexity.

    Antonio’s approach combines classical Italian roots with real-world kitchen discipline — ensuring that every recipe is grounded in experience, not theory.


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